← Editoriale

Cos’è la pensione di reversibilità e chi ne ha diritto

La pensione di reversibilità è una prestazione economica erogata dall’INPS ai familiari superstiti di un pensionato o di un lavoratore deceduto.Si tratta di un aiuto fondamentale per garantire una tutela economica a chi resta dopo la morte di un familiare, ma è spesso oggetto di dubbi: chi ne ha diritto? Quali sono le condizioni? E […]

Reversibilità Studio Legle Saltelli

La pensione di reversibilità è una prestazione economica erogata dall’INPS ai familiari superstiti di un pensionato o di un lavoratore deceduto.
Si tratta di un aiuto fondamentale per garantire una tutela economica a chi resta dopo la morte di un familiare, ma è spesso oggetto di dubbi: chi ne ha diritto? Quali sono le condizioni? E cosa cambia rispetto alla pensione indiretta?

In questo articolo spieghiamo tutto in modo semplice e aggiornato, con un linguaggio accessibile a tutti.


🔹 Pensione di reversibilità e pensione indiretta: differenze

L’INPS prevede due diverse forme di pensione ai superstiti:

  • Pensione di reversibilità: spetta ai familiari di una persona già pensionata al momento del decesso.
  • Pensione indiretta: spetta ai familiari di un lavoratore non ancora in pensione, ma che aveva già maturato un minimo di contributi.

In altre parole, la differenza principale sta nello status del defunto: pensionato o lavoratore.
Tuttavia, dal punto di vista pratico, entrambe le prestazioni hanno la stessa funzione: sostenere economicamente i familiari superstiti.


📋 Requisiti per ottenere la pensione indiretta

Nel caso della pensione indiretta, è necessario che il lavoratore deceduto abbia maturato uno dei seguenti requisiti contributivi:

  • almeno 15 anni di contributi complessivi;
  • oppure 5 anni di contributi, di cui almeno 3 negli ultimi 5 anni prima del decesso.

Se queste condizioni non sono rispettate, purtroppo non è possibile ottenere la prestazione.


👩‍❤️‍👨 Chi ha diritto alla pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità spetta, secondo l’ordine stabilito dalla legge, a:

✅ 1. Il coniuge o partner unito civilmente

Il coniuge superstite ha diritto all’assegno di reversibilità.
Nel caso di coniuge divorziato, il diritto sussiste solo se:

  • percepisce un assegno divorzile;
  • non si è risposato;
  • e l’iscrizione all’INPS del defunto è anteriore alla sentenza di divorzio.

Se il defunto aveva un nuovo coniuge, la pensione viene suddivisa tra ex e attuale coniuge, con quote determinate dal Tribunale.

👶 2. I figli

La pensione spetta anche ai figli superstiti, ma solo in determinate condizioni:

  • minorenni al momento del decesso;
  • studenti non lavoratori, fino a 21 anni (scuola o corsi di formazione) o fino a 26 anni (università);
  • inabili al lavoro, senza limiti di età, se a carico del genitore deceduto.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 88 del 5 aprile 2022, ha inoltre riconosciuto il diritto anche ai nipoti maggiorenni orfani e inabili al lavoro, se vivevano a carico dei nonni.


👵 In assenza di coniuge o figli: genitori, fratelli e sorelle

Se il defunto non aveva coniuge, figli o nipoti, la pensione può spettare:

  • ai genitori che abbiano compiuto 65 anni, non pensionati e a carico del figlio defunto;
  • oppure, in mancanza, ai fratelli celibi o sorelle nubili che siano inabili al lavoro, non pensionati e a carico del defunto.

Negli altri casi, la pensione di reversibilità non viene riconosciuta.


🔗 Articoli correlati (link interni)


⚖️ Conclusioni

La pensione di reversibilità è una tutela preziosa per i familiari di un pensionato o di un lavoratore deceduto. Tuttavia, la normativa è complessa e le condizioni possono variare a seconda del caso concreto.
Per questo, è consigliabile rivolgersi a un avvocato esperto in materia previdenziale, in grado di valutare la situazione e guidare nella procedura di richiesta all’INPS.


📞 Contatta lo Studio Legale Saltelli per una consulenza personalizzata:

Assistenza disponibile a Napoli e in tutta Italia, anche online.