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Frode su Postepay: l’ABF condanna l’intermediario al rimborso di € 2.600

Nuova decisione favorevole per un cliente dello Studio Legale Saltelli Una nuova decisione favorevole dell’Arbitro Bancario Finanziario conferma l’importanza della tutela dei clienti vittime di frodi informatiche nei servizi di pagamento. Con decisione del 10 marzo 2026, il Collegio di Napoli ha accolto parzialmente il ricorso presentato da un cliente assistito dallo Studio Legale Saltelli, […]

Nuova decisione favorevole per un cliente dello Studio Legale Saltelli

Una nuova decisione favorevole dell’Arbitro Bancario Finanziario conferma l’importanza della tutela dei clienti vittime di frodi informatiche nei servizi di pagamento.

Con decisione del 10 marzo 2026, il Collegio di Napoli ha accolto parzialmente il ricorso presentato da un cliente assistito dallo Studio Legale Saltelli, condannando Postepay S.p.A. al rimborso di € 2.600,00, oltre interessi e spese di ricorso.

La vicenda riguarda una frode informatica su carta Postepay Evolution, che aveva determinato l’esecuzione di operazioni non autorizzate per un totale di € 4.700,00.

Il caso: operazioni non autorizzate sulla Postepay

Il cliente si era accorto della frode soltanto quando, recatosi presso uno sportello ATM per effettuare un prelievo, aveva visto rifiutare l’operazione nonostante la presenza di fondi sulla carta.

Richiesta la lista movimenti allo sportello postale, emergeva una situazione inattesa:

  • trasferimenti dal libretto postale alla Postepay,
  • seguiti da operazioni dispositive online
  • per un totale di € 4.700,00.

Il cliente non aveva mai autorizzato tali operazioni.

Immediatamente veniva presentata:

  • denuncia ai Carabinieri,
  • contestazione degli addebiti a Postepay,
  • successivamente ricorso all’ABF.

La difesa dell’intermediario

Nel procedimento davanti all’ABF, l’intermediario ha sostenuto che le operazioni:

  • erano state correttamente autenticate tramite Strong Customer Authentication (SCA);
  • risultavano regolarmente autorizzate tramite sistema PosteID;
  • potevano essere state rese possibili solo da una condotta imprudente del cliente, ad esempio tramite phishing.

In altre parole, secondo la società, la responsabilità doveva essere attribuita esclusivamente al titolare della carta.


La decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario

Il Collegio dell’ABF ha svolto una valutazione approfondita della documentazione prodotta dalle parti.

Pur non riconoscendo l’intero importo richiesto, l’Arbitro ha accertato un elemento decisivo:

Postepay non ha dimostrato di aver inviato al cliente l’SMS alert relativo alle operazioni effettuate.

Questo aspetto è stato ritenuto particolarmente rilevante perché le operazioni fraudolente erano state eseguite a distanza di pochi minuti l’una dall’altra.

Secondo il Collegio, se il cliente avesse ricevuto tempestivamente l’avviso della prima operazione, avrebbe potuto:

  • accorgersi immediatamente della frode
  • bloccare lo strumento di pagamento
  • evitare almeno una parte del danno.

Per questo motivo l’ABF ha disposto:

  • il rimborso di € 2.600,
  • interessi legali,
  • rimborso del contributo ABF.

Perché questa decisione è importante

La pronuncia conferma alcuni principi fondamentali nella tutela dei correntisti e dei titolari di carte di pagamento:

1️⃣ L’intermediario deve dimostrare la sicurezza delle operazioni

Non basta affermare che i sistemi informatici sono sicuri:
la banca deve provare concretamente il corretto funzionamento dei presidi di sicurezza.

2️⃣ Gli strumenti di alert sono fondamentali

I sistemi di SMS o notifiche sulle operazioni servono proprio a permettere al cliente di reagire tempestivamente a eventuali frodi.

Se l’intermediario non prova di averli attivati o utilizzati correttamente, può essere chiamato a rispondere del danno.

3️⃣ Le vittime di frodi bancarie hanno strumenti di tutela efficaci

Il ricorso all’ABF rappresenta uno strumento:

  • rapido
  • economico
  • spesso molto efficace

per ottenere il rimborso di operazioni fraudolente.


Frodi su carte e conti: cosa fare subito

Chi scopre movimenti sospetti sul proprio conto o sulla propria carta deve agire rapidamente:

1️⃣ bloccare immediatamente lo strumento di pagamento
2️⃣ presentare denuncia alle autorità
3️⃣ contestare formalmente le operazioni all’intermediario
4️⃣ valutare il ricorso all’ABF o l’azione giudiziaria.

Un intervento tempestivo può fare la differenza nella possibilità di recuperare le somme sottratte.


Assistenza legale per frodi bancarie

Lo Studio Legale Saltelli assiste clienti in tutta Italia in materia di:

  • frodi su conti correnti e carte di pagamento
  • truffe informatiche e phishing
  • ricorsi all’Arbitro Bancario Finanziario
  • controversie contro banche e intermediari finanziari.

Se hai subito operazioni non autorizzate su carta o conto, è possibile verificare la possibilità di ottenere il rimborso.

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