RIFORMA DELLE PMI
La riforma del mercato dei capitali introduce novità che riguardano le società quotate, ma anche le PMI. Per stimolare l’ingresso in Borsa delle piccole e medie imprese si introducono nuove regole di governance. La Legge 21/2024 è entrata in vigore il 27 marzo e prevede una delega al Governo per una riforma organica del mercato […]
La riforma del mercato dei capitali introduce novità che riguardano le società quotate, ma anche le PMI. Per stimolare l’ingresso in Borsa delle piccole e medie imprese si introducono nuove regole di governance. La Legge 21/2024 è entrata in vigore il 27 marzo e prevede una delega al Governo per una riforma organica del mercato dei capitali. Tale norma introduce misure per stimolare l’ingresso delle PMI nel mercato dei capitali; la riforma della disciplina sugli emittenti degli strumenti finanziari diffusi; le misure di Corporate Governance su consigli di amministrazione e voto in assemblea degli azionisti; la revisione del sistema sanzionatorio con l’introduzione della “decisione con impegni”. L’obiettivo è quello di ampliare la platea delle aziende beneficiarie delle agevolazioni per la quotazione delle PMI. Prevista anche la dematerializzazione delle quote delle piccole e medie imprese: la digitalizzazione degli strumenti finanziari ne abilita una maggior circolazione sul mercato, per esempio facilitando l’accesso a nuove fonti di finanziamento. Una novità assoluta (anche rispetto ad altri Paesi) prevista dalla riforma è la presentazione di una lista di candidati per la nomina dei componenti dell’organo di amministrazione, da parte del CdA uscente. La delega al Governo prevede una riforma della disciplina in materia di mercati dei capitali contenuta nel TUF, il Testo Unico sulla Finanza. Si prevede un intervento «anche sulle norme del Codice civile applicabili agli emittenti quotati, sulla base di principi e criteri direttivi molto ampi». Perché questo processo possa svilupparsi, la riforma dovrà eliminare anomalie e peculiarità che incentivano il trasferimento all’estero della sede sociale di gruppi italiani, in cerca di sistemi normativi meno rigidi, ma anche l’accesso delle imprese italiane al mercato dei capitali e la sua integrazione nei circuiti finanziari internazionali. Entro il 2026 il Governo intende approvare una legge quadro sulle PMI che ne favorisca la crescita dimensionale e il passaggio generazionale. L’obiettivo è quello di migliorare l’accesso al credito, agendo su diversi fattori quali la crescita dimensionale, anche attraverso processi di aggregazione, e il passaggio generazionale, tradizionalmente un momento delicato per le imprese di piccole dimensioni. Nei prossimi anni, dunque, assisteremo ad una progressiva crescita delle piccole e medie imprese grazie al cronoprogramma che verrà scandito dalle leggi annuali. Nel 2026 focus sulla riduzione dei limiti orari per il commercio al dettaglio e dei vincoli alle promozioni di vendita, nel triennio 2027-2029 le leggi annuali prevedranno interventi nelle professioni non regolamentate, nei trasporti ferroviari regionali, nel servizio postale. Tutti interventi normativi che hanno come obiettivo principale la crescita del Paese.
Avv. Fabiana Saltelli.