Le imposte di successione agli eredi e la dichiarazione di successione.
L’imposta sulle successioni si versa con la dichiarazione di successione da presentare all’Agenzia delle Entrate. Tale adempimento, che non costituisce accettazione dell’eredità, ha valenza puramente fiscale: serve cioè all’ufficio a determinare il valore del patrimonio del defunto e quindi a liquidare la relativa imposta. Sebbene la dichiarazione di successione possa essere presentata anche da chi, […]
L’imposta sulle successioni si versa con la dichiarazione di successione da presentare all’Agenzia delle Entrate. Tale adempimento, che non costituisce accettazione dell’eredità, ha valenza puramente fiscale: serve cioè all’ufficio a determinare il valore del patrimonio del defunto e quindi a liquidare la relativa imposta. Sebbene la dichiarazione di successione possa essere presentata anche da chi, in un momento successivo, rinuncerà all’eredità, l’imposta di successione è dovuta invece solo da eredi e legatari. L’Agenzia delle Entrate notifica l’avviso di liquidazione entro 3 anni dalla data di presentazione della dichiarazione di successione. In caso di omessa dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate notifica l’avviso di liquidazione entro 5 anni dalla scadenza del termine. Gli eredi pagano le imposte di successione, a prescindere dal fatto che siano eredi per testamento o senza. In particolare, ad oggi alcuni soggetti come il coniuge, figli e parenti in linea retta, non sono tenuti a pagare la successione fino a un valore di € 1.000.000. Invece, tra fratelli c’è questa agevolazione fino al valore di € 100.000. Superata questa soglia, ci sono delle aliquote di imposte di successione da pagare che variano a seconda del grado di parentela che intercorre tra il defunto e i suoi eredi. Quanto alla dichiarazione di successione, essa è un documento di natura fiscale a carico degli eredi del defunto. Serve a informare l’Agenzia delle Entrate sull’ammontare e composizione del patrimonio ereditato per calcolare e pagare diverse imposte che variano a seconda del valore dello stesso e del grado di parentela. La dichiarazione deve essere presentata entro un anno dal decesso del defunto. Oltre a questa scadenza, si pagano interessi e sanzioni. La dichiarazione di successione ricomprende tutti i beni e i diritti di cui il defunto era titolare in vita che corrispondono al suo patrimonio, il cosiddetto “attivo ereditario”, dal quale sarà possibile dedurre anche i debiti (passivo ereditario). Sono tenuti alla presentazione della dichiarazione di successione: i chiamati all’eredità, gli eredi, i legatari, i rappresentanti legali degli eredi e dei legatari, gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell’assente, gli amministratori dell’eredità, i curatori dell’eredità giacente, gli esecutori testamentari, i trustee. La dichiarazione non deve essere presentata se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e il valore dei beni non è superiore a € 100.000 e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari (fabbricati e terreni). Basta, quindi, la presenza di un unico immobile, anche se di valore inferiore a 100mila euro, a rendere necessaria la presentazione della dichiarazione. La dichiarazione non deve essere presentata, invece, se tutti gli aventi diritto rinunciano all’eredità o al legato, oppure, non essendo nel possesso dei beni ereditari, chiedono la nomina di un curatore dell’eredità.
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Avv. Fabiana Saltelli.