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FARMACISTI ED ENPAF. CONTRIBUTI IN FORMA RIDOTTA. A CHI SPETTA ?

Tutti i farmacisti sono tenuti al versamento dei contributi previdenziali all’Enpaf, l’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza della categoria. Il versamento deve avvenire tramite bollettini bancari. Chi non procede al pagamento dei contributiriceve una cartella esattoriale con la relativa sanzione applicata sul contributo omesso. Tuttavia, secondo quanto stabilito dall’art. 21 del Regolamento, alcune categorie hanno diritto alla riduzione dei […]

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Tutti i farmacisti sono tenuti al versamento dei contributi previdenziali all’Enpaf, l’Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza della categoria. Il versamento deve avvenire tramite bollettini bancari. Chi non procede al pagamento dei contributiriceve una cartella esattoriale con la relativa sanzione applicata sul contributo omesso. Tuttavia, secondo quanto stabilito dall’art. 21 del Regolamento, alcune categorie hanno diritto alla riduzione dei contributi:

  • riduzione del 33,33%, del 50% ovvero dell’85% agli iscritti che esercitano attività professionale, in virtù della quale sono tenuti all’assicurazione o ad una forma di previdenza obbligatorie;
  • riduzione del 33,33%, del 50% ovvero dell’85% agli iscritti che si trovano in disoccupazione involontaria ed iscritti nelle liste dei Centri per l’impiego. La riduzione massima dell’85% può essere conservata per non più di cinque anni contributivi complessivi, dopodiché l’iscritto che rimanga in disoccupazione avrà diritto alla riduzione massima del 50%;
  • riduzione del 33,33% ovvero del 50% per gli iscritti che non esercitano attività professionale;
  • riduzione del 33,33%, del 50% ovvero dell’85% per i titolari di pensione diretta erogata dall’Enpaf che non esercitano attività professionale;
  • riduzione del 33,33% ovvero del 50% per i titolari esclusivamente di pensione erogata da Ente di previdenza diverso dall’Enpaf e non esercitano attività professionale.

Non rientrano nelle suindicate categorie i titolari di farmacia, i soci di società che gestiscono farmacie, i collaboratori di impresa familiare e in genere tutti gli associati agli utili della farmacia.

Gli iscritti all’Enpaf che hanno diritto alla riduzione dei contributi, devono presentare relativa domanda, compilando un modello predisposto dall’Ente e presentarla nello stesso anno in cui si intende beneficiare della riduzione. Da tenere presente che le condizioni per usufruire della riduzione devono verificarsi per almeno sei mesi e un giorno dell’anno stesso.

Tale domandava presentata entro il 30 settembre dell’anno in cui si intende beneficiare della riduzione oppure entro il 31 dicembre nel caso in cui il periodo utile ai fini della maturazione del diritto (sei mesi e un giorno) si consegua dopo il 30 settembre ma entro fine anno. Per i nuovi iscritti il termine è fissato al 30 settembre dell’anno successivo a quello di iscrizione, prorogato al 31 dicembre come sopra.

Tuttavia, sono numerose le lamentele sul malfunzionamento dell’Enpaf, in quanto molti farmacisti dichiarano di non ricevere alcun bollettino utile per il pagamento dei contributi dovuti per l’anno in corso e, nonostante i reclami che numerosi farmacisti sono costretti a fare annualmente via email, pec o per telefono, non ricevono alcuna risposta positiva. Inoltre, siccome l’Ente ha la sua unica sede a Roma, risulta difficile per i non residenti nella capitale raggiungere la città e richiedere tali bollettini. Nonostante tale inefficienza da parte dell’Ente, gli iscritti si ritrovano notificate dopo anni cartelle esattoriali con importi ingenti. Tutto ciò provoca, ovviamente, un grosso disagio psico-fisico, nonché frustrazione da parte dei farmacisti che si vedono incapaci di agire. C’è da sottolineare che le gravi ingiustizie e le inaccettabili vessazioni subite dalla categoria dei farmacisti sono state, infatti, anche oggetto di interrogazione parlamentare, durante la quale è intervenuta, tra i tanti, l’On. Gribaudo la quale, schierandosi a favore della categoria, ha ribadito che i farmacisti dipendenti sono a tutti gli effetti dei lavoratori con busta paga che già si vedono detrarre a monte i contributi INPS, pur tuttavia sono anche obbligati a versare contributi, nella misura di 4,5 mila euro l’anno, all’ENPAF, sottolineando ancora una volta l’inefficienza di tale Ente.

Noi, come Studio Legale, abbiamo impugnato numerose cartelle esattoriali che sono state notificate ingiustamente ai dottori farmacisti italiani, che finalmente hanno risolto in modo definitivo questa annosa questione contro l’Enpaf.

Se anche tu ti trovi in una situazione simile, contattaci al numero 081.18131119 oppure su whatsapp al numero 3517138006.

I nostri esperti in materia sapranno come aiutarti.

Avv. Fabiana Saltelli.