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Lavoro stagionale e contratto a termine illegittimo: una nuova vittoria di Diritti Lavoro contro Lindt

Con la sentenza n. 368/2025, la Corte d’Appello di Milano ha confermato l’illegittimità di una serie di contratti a termine utilizzati da una primaria azienda del settore dolciario, la Lindt & Sprüngli S.p.A., formalmente giustificati come rapporti di lavoro stagionale. Si tratta di una decisione che segna un passaggio importante nella tutela dei diritti dei […]

Con la sentenza n. 368/2025, la Corte d’Appello di Milano ha confermato l’illegittimità di una serie di contratti a termine utilizzati da una primaria azienda del settore dolciario, la Lindt & Sprüngli S.p.A., formalmente giustificati come rapporti di lavoro stagionale. Si tratta di una decisione che segna un passaggio importante nella tutela dei diritti dei lavoratori, soprattutto in un ambito – quello dei contratti a termine – spesso soggetto ad abusi.

Il caso: contratti a termine ripetuti con causali stagionali

Il lavoratore aveva sottoscritto cinque contratti a tempo determinato tra il 2019 e il 2022, per un totale di oltre due anni e mezzo di lavoro effettivo. Le motivazioni addotte dall’azienda per giustificare i rinnovi facevano riferimento a presunte esigenze di incremento produttivo in corrispondenza delle festività natalizie e pasquali. Secondo Lindt, tali incrementi avrebbero configurato attività stagionali.

Tuttavia, l’istruttoria ha evidenziato una realtà ben diversa. I documenti acquisiti e le testimonianze raccolte hanno dimostrato che la produzione – in particolare dei noti cioccolatini – proseguiva in modo continuativo durante tutto l’anno, senza pause o interruzioni significative legate alla stagionalità.

La decisione della Corte: niente “stagionalità di comodo”

La Corte d’Appello ha ribadito un principio essenziale del diritto del lavoro: non basta invocare la stagionalità per giustificare un contratto a termine. È onere del datore di lavoro dimostrare con elementi concreti l’esistenza di una reale esigenza temporanea, legata a cicli produttivi effettivamente legati a periodi dell’anno o ricorrenze tradizionali.

Nel caso specifico, Lindt non ha fornito alcuna documentazione idonea a sostenere la tesi della stagionalità, risultando contumace in primo grado e senza apportare prove sufficienti nemmeno in appello. Al contrario, le prove raccolte hanno confermato la natura stabile e strutturata della produzione, incompatibile con un uso reiterato del contratto a termine.

La valutazione dei rischi come presupposto inderogabile

Oltre alla carenza di prova sulla stagionalità, un altro elemento decisivo è stato la mancata valutazione dei rischi da parte dell’azienda. Ai sensi del D.Lgs. 81/2015, infatti, nessun contratto a termine può essere validamente stipulato se il datore di lavoro non ha provveduto alla valutazione dei rischi aziendali. Tale inadempimento rende nullo il termine apposto e comporta la conversione automatica del rapporto a tempo indeterminato.

La Corte ha confermato questo orientamento ormai consolidato nella giurisprudenza, evidenziando come la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori sia condizione imprescindibile anche ai fini della legittimità contrattuale.

Un precedente significativo per il mondo del lavoro

Questa sentenza rappresenta non solo una vittoria giuridica per il nostro assistito, ma anche un messaggio chiaro al mondo imprenditoriale: il contratto a termine non può essere utilizzato per eludere le garanzie del contratto a tempo indeterminato. Anche realtà aziendali di grandi dimensioni e con strutture complesse devono rispettare le regole poste a tutela dei lavoratori.

La decisione della Corte d’Appello di Milano si inserisce in una linea interpretativa rigorosa, che difende la dignità del lavoro e contrasta le pratiche elusive nel campo del diritto del lavoro.

Questo risultato ci fa capire che è necessario intervenire in modo determinato e preciso contro l’abuso dei contratti flessibili, difendendo i diritti dei lavoratori anche in contesti complessi e contro interlocutori forti.

Continueremo a portare avanti la nostra attività legale con la stessa determinazione, affinché la legalità nei rapporti di lavoro sia una realtà concreta e non solo un principio astratto.