Geolocalizzazione e smart working: quando è vietata secondo la legge
L’utilizzo di strumenti di geolocalizzazione per controllare i dipendenti in smart working solleva numerose criticità giuridiche. La legge italiana e la normativa europea in materia di privacy pongono limiti stringenti a questo tipo di controllo, considerato invasivo e, salvo rare eccezioni, non legittimo. Il controllo della posizione è vietato Monitorare la posizione geografica dei lavoratori […]
L’utilizzo di strumenti di geolocalizzazione per controllare i dipendenti in smart working solleva numerose criticità giuridiche. La legge italiana e la normativa europea in materia di privacy pongono limiti stringenti a questo tipo di controllo, considerato invasivo e, salvo rare eccezioni, non legittimo.
Il controllo della posizione è vietato
Monitorare la posizione geografica dei lavoratori da remoto tramite app o software installati su dispositivi aziendali non è ammesso, se la finalità è verificare da dove viene svolta la prestazione lavorativa. Lo ha ribadito il Garante della Privacy, confermando un orientamento già consolidato.
Il divieto deriva dallo Statuto dei Lavoratori
L’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori vieta i controlli a distanza, salvo specifiche condizioni (es. sicurezza o tutela del patrimonio). In assenza di finalità lecite e proporzionate, la geolocalizzazione dei dipendenti viola questa norma.
Privacy e GDPR
Secondo il GDPR (Reg. UE 2016/679), tracciare la posizione del lavoratore è un trattamento di dati particolarmente invasivo, e richiede una base giuridica solida. Né il consenso del lavoratore, né un accordo sindacale possono legittimare un controllo che incide sulla libertà individuale, poiché nel contesto lavorativo il consenso non è mai considerato del tutto libero.
Il caso concreto: una sanzione da 50.000 euro
Nel 2025, un ente pubblico è stato sanzionato dal Garante per aver utilizzato un’app per localizzare circa 100 dipendenti in smart working. I dati raccolti, usati anche per avviare procedimenti disciplinari, sono stati ritenuti “eccessivamente intrusivi”. L’ente è stato multato per violazione della privacy e controllo non autorizzato.
Il principio generale
Lo smart working si basa su fiducia, autonomia e flessibilità. L’uso improprio della geolocalizzazione compromette questi principi e può determinare illegittimità del trattamento dei dati e sanzioni. Ogni forma di controllo, anche tecnologico, deve rispettare i diritti fondamentali del lavoratore.
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