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Smart working e diritto alla disconnessione: cosa prevede la normativa

Lo smart working ha cambiato radicalmente il modo di lavorare, ma ha anche fatto emergere nuove criticità.Una delle più frequenti riguarda il diritto alla disconnessione, spesso ignorato o sottovalutato.Nel mio lavoro di avvocato giuslavorista mi capita quotidianamente di assistere sia lavoratori che datori di lavoro alle prese con questi problemi. Cos’è il diritto alla disconnessione […]

Lo smart working ha cambiato radicalmente il modo di lavorare, ma ha anche fatto emergere nuove criticità.
Una delle più frequenti riguarda il diritto alla disconnessione, spesso ignorato o sottovalutato.
Nel mio lavoro di avvocato giuslavorista mi capita quotidianamente di assistere sia lavoratori che datori di lavoro alle prese con questi problemi.


Cos’è il diritto alla disconnessione

Il diritto alla disconnessione è il diritto del lavoratore a non essere costantemente reperibile al di fuori dell’orario di lavoro concordato.
Serve a tutelare:

  • la salute psicofisica;
  • il diritto al riposo;
  • l’equilibrio tra vita privata e lavoro.

Lo smart working non elimina l’orario di lavoro, ma lo rende più flessibile.


Cosa prevede la normativa sullo smart working

La legge stabilisce che lo smart working deve essere regolato da un accordo individuale, che indichi chiaramente:

  • orari di lavoro e di riposo;
  • modalità di esercizio del potere direttivo;
  • strumenti utilizzati;
  • tempi e modalità di disconnessione.

Senza regole chiare, aumentano i rischi di contenzioso.


Esempi pratici dalla mia esperienza professionale

Caso 1 – Lavoratore sempre reperibile

Un lavoratore in smart working veniva contattato quotidianamente via mail e telefono anche la sera e nei fine settimana.
In questo caso, grazie all’intervento dello Studio, è stato possibile riconoscere la violazione del diritto alla disconnessione e ottenere una tutela concreta, inizialmente in via stragiudiziale e poi, se necessario, anche in giudizio.

Caso 2 – Datore di lavoro esposto a responsabilità

In un altro caso, un’azienda aveva assunto personale in smart working senza disciplinare correttamente orari e controlli.
Abbiamo assistito il datore di lavoro nella redazione di accordi conformi alla normativa, evitando sanzioni e future contestazioni.


Perché il diritto alla disconnessione tutela anche le aziende

Molti datori di lavoro non sanno che:

  • l’assenza di regole espone a richieste risarcitorie;
  • il controllo eccessivo può diventare illegittimo;
  • una cattiva gestione dello smart working può generare stress lavoro-correlato.

Regolare bene lo smart working significa prevenire il contenzioso.


Quando è possibile agire legalmente

È possibile intervenire quando:

  • non esistono limiti di reperibilità;
  • il carico di lavoro è eccessivo;
  • non sono rispettati i tempi di riposo;
  • l’accordo di smart working è assente o incompleto.

In molti casi è possibile risolvere la questione prima del giudizio, ma quando necessario il Tribunale del lavoro può intervenire.


Lo smart working è una grande opportunità, ma solo se gestito correttamente.
Che tu sia un lavoratore o un datore di lavoro, conoscere e rispettare il diritto alla disconnessione è fondamentale.

Lo Studio Legale Saltelli ha già gestito con successo numerose problematiche legate allo smart working, sia in via stragiudiziale che in giudizio.
Per una consulenza personalizzata:

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