Straordinari e stress nel personale sanitario: quando è possibile ottenere un risarcimento
Medici, infermieri e operatori sanitari lavorano spesso in condizioni di forte pressione, con turni prolungati e carichi elevati. Nel nostro Studio riceviamo sempre più richieste da professionisti sanitari che si chiedono se sia possibile ottenere tutela per l’usura psicofisica derivante dall’eccesso di lavoro. La risposta, in molti casi, è positiva. Perché il personale sanitario è […]
Medici, infermieri e operatori sanitari lavorano spesso in condizioni di forte pressione, con turni prolungati e carichi elevati.
Nel nostro Studio riceviamo sempre più richieste da professionisti sanitari che si chiedono se sia possibile ottenere tutela per l’usura psicofisica derivante dall’eccesso di lavoro.
La risposta, in molti casi, è positiva. Perché il personale sanitario è particolarmente esposto?
Le principali criticità riguardano carenze di organico, turni prolungati, reperibilità frequente e responsabilità elevata.
Questi fattori aumentano notevolmente lo stress e il rischio di danno alla salute.
Secondo l’orientamento consolidato della Corte di Cassazione, il danno può essere presunto quando viene dimostrato un eccesso sistematico di lavoro straordinario.
Non è necessario:
- dimostrare mobbing;
- provare un’intenzione persecutoria;
- certificare una specifica patologia.
È sufficiente dimostrare che il sovraccarico lavorativo ha superato i limiti fisiologici e normativi.
Abbiamo già assistito personale sanitario in vertenze complesse, ottenendo risultati importanti sia attraverso trattative stragiudiziali sia davanti ai Tribunali del lavoro.
Molti professionisti arrivano scoraggiati, convinti che queste condizioni siano inevitabili. Spesso scoprono invece che la legge prevede strumenti concreti di tutela.
Se lavori nel settore sanitario e vivi una situazione di sovraccarico lavorativo, contattami. Insieme valuteremo le possibili tutele.
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