Contratto intermittente (a chiamata): diritti, limiti e compenso minimo
Il contratto intermittente a chiamata è sempre più diffuso nei settori del turismo, ristorazione, commercio e spettacolo.Ma molti lavoratori non sanno quali siano realmente i propri diritti, né quando questo contratto possa essere considerato irregolare. Nel mio studio mi capita spesso di assistere lavoratori assunti “a chiamata” che in realtà lavorano in modo continuativo, oppure […]
Il contratto intermittente a chiamata è sempre più diffuso nei settori del turismo, ristorazione, commercio e spettacolo.
Ma molti lavoratori non sanno quali siano realmente i propri diritti, né quando questo contratto possa essere considerato irregolare.
Nel mio studio mi capita spesso di assistere lavoratori assunti “a chiamata” che in realtà lavorano in modo continuativo, oppure aziende che non conoscono correttamente i limiti di legge.
Il contratto intermittente è un rapporto di lavoro subordinato in cui il lavoratore si mette a disposizione del datore per svolgere la prestazione solo quando viene chiamato.
Può essere utilizzato:
- per esigenze discontinue previste dal CCNL
- per lavoratori con meno di 24 anni o più di 55 anni
- per attività stagionali
Non può essere usato liberamente in qualsiasi situazione.
Anche se lavora solo su chiamata, il lavoratore ha diritto a:
- retribuzione proporzionata alle ore lavorate
- contributi previdenziali
- ferie e tredicesima maturate in proporzione
- tutela contro licenziamenti illegittimi
Il fatto di essere “a chiamata” non significa essere senza tutele.
Se il lavoratore si obbliga a restare a disposizione del datore anche quando non viene chiamato, ha diritto a una indennità di disponibilità.
Questa indennità:
- è stabilita dal contratto
- non può essere inferiore al minimo previsto dalla legge o dal CCNL
- spetta anche se il lavoratore non viene effettivamente impiegato
Molti datori di lavoro la omettono, generando contenzioso.
Il contratto “a chiamata” diventa irregolare quando:
- il lavoratore presta attività in modo continuativo e stabile
- non vengono rispettati i limiti anagrafici
- non viene pagata l’indennità di disponibilità
- non viene effettuata la comunicazione preventiva di chiamata
In questi casi può essere richiesta la trasformazione del rapporto in tempo pieno o indeterminato.
Esempio pratico
Un cameriere assunto a chiamata lavora 5 giorni a settimana per mesi consecutivi, senza indennità di disponibilità.
In una situazione simile, il contratto intermittente potrebbe essere considerato uno strumento usato in modo improprio.
Il contratto intermittente a chiamata può essere uno strumento utile, ma deve rispettare regole precise.
Se hai dubbi sul tuo contratto o vuoi evitare errori nella gestione aziendale, lo Studio Legale Saltelli può aiutarti.