Glovo sotto controllo giudiziario: cosa significa per i rider e per le aziende della gig economy
La Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario nei confronti di Foodinho Srl, società italiana che gestisce il servizio di consegne a domicilio Glovo, nell’ambito di un’indagine per presunto sfruttamento dei rider. La notizia ha riacceso il dibattito su uno dei temi più delicati degli ultimi anni: la tutela dei lavoratori nella gig economy. […]
La Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario nei confronti di Foodinho Srl, società italiana che gestisce il servizio di consegne a domicilio Glovo, nell’ambito di un’indagine per presunto sfruttamento dei rider.
La notizia ha riacceso il dibattito su uno dei temi più delicati degli ultimi anni: la tutela dei lavoratori nella gig economy.
Ma cosa significa, concretamente, controllo giudiziario? E quali conseguenze può avere per rider e aziende?
Il controllo giudiziario è una misura prevista dal Codice Antimafia che può essere applicata alle aziende quando emergono gravi irregolarità nella gestione, in particolare in materia di:
- organizzazione del lavoro
- rispetto della normativa
- sfruttamento della manodopera
Non è una condanna definitiva, ma una misura di vigilanza finalizzata a:
- riorganizzare l’attività aziendale
- ripristinare condizioni di legalità
- prevenire ulteriori violazioni
Secondo quanto riportato dalle indagini, la società sarebbe stata coinvolta in un sistema di gestione dei rider che avrebbe potuto configurare:
- condizioni di lavoro irregolari
- violazioni delle norme sulla sicurezza
- compensi inadeguati
- utilizzo improprio della qualificazione come lavoratori autonomi
Naturalmente, trattandosi di indagini in corso, vale il principio di presunzione di innocenza.
Il cuore della questione giuridica riguarda la qualificazione del rapporto di lavoro.
Negli ultimi anni la giurisprudenza – anche della Corte di Cassazione – ha chiarito che quando il rider:
- è organizzato dalla piattaforma
- subisce un sistema di ranking
- non è realmente libero di scegliere tempi e modalità
- dipende economicamente dalla piattaforma
il rapporto può essere riqualificato come subordinato o almeno etero-organizzato.
Questo comporta:
- diritto a retribuzione minima
- contribuzione piena
- tutela contro licenziamenti illegittimi
- applicazione del CCNL
Per i rider coinvolti in situazioni analoghe, le possibili conseguenze possono essere:
- riconoscimento di differenze retributive
- regolarizzazione contributiva
- tutela contro condizioni di sfruttamento
- eventuale risarcimento del danno
Negli ultimi anni ho assistito lavoratori della gig economy in casi simili, in cui il contratto formalmente autonomo nascondeva in realtà una organizzazione tipicamente subordinata.
Le imprese che operano nella gig economy devono:
- strutturare correttamente i rapporti
- rispettare i minimi retributivi
- garantire sicurezza e tutela della salute
- evitare sistemi di pressione o penalizzazione algoritmica eccessiva
Un modello organizzativo scorretto può esporre a indagini, sanzioni e misure straordinarie come il controllo giudiziario.
Il caso Foodinho-Glovo dimostra che il tema della tutela dei rider non è più marginale.
È una questione centrale nel diritto del lavoro contemporaneo.
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