Il Trasferimento del Lavoratore in Caso di Mobbing o Straining.
Il mobbing sul luogo di lavoro rappresenta una delle problematiche più gravi in ambito lavorativo, con effetti devastanti sulla salute psicologica e fisica del lavoratore. In questi casi, una delle soluzioni possibili per tutelare la vittima è il trasferimento presso un’altra sede aziendale. Ma quali sono le condizioni e le modalità per richiedere e ottenere […]
Il mobbing sul luogo di lavoro rappresenta una delle problematiche più gravi in ambito lavorativo, con effetti devastanti sulla salute psicologica e fisica del lavoratore. In questi casi, una delle soluzioni possibili per tutelare la vittima è il trasferimento presso un’altra sede aziendale. Ma quali sono le condizioni e le modalità per richiedere e ottenere tale trasferimento?
Cos’è il Mobbing? Il mobbing è un insieme di comportamenti vessatori e persecutori messi in atto nei confronti di un lavoratore da parte di colleghi o superiori. Queste condotte, se ripetute e sistematiche, possono generare stress, ansia, depressione e altre problematiche di salute.
Cos’è lo Straining? Il concetto di Straining si riferisce a una situazione di stress lavorativo prolungato e persistente che può avere effetti negativi sia sulla salute psicofisica del lavoratore sia sulla sua produttività. Spesso mobbing e straining vengono confusi: lo straining è un atteggiamento vessatorio che è messo in atto da un superiore in maniera volontaria e che ha lo scopo di umiliare il dipendente.
Il mobbing, invece, si può tradurre in situazioni e condotte ingiustificate e punitive nei confronti del lavoratore.
A differenza del mobbing, che appunto prevede una strategia comportamentale formata da atti persecutori ripetuti nel tempo, lo straining può essere composto da un solo atto lesivo, però più grave, che può provocare grandi danni psicofisici alla vittima.
Questo fenomeno si verifica quando un individuo è sottoposto a pressioni eccessive, richieste lavorative troppo elevate o condizioni lavorative sfavorevoli senza avere adeguati supporti o risorse per affrontarle.
Il Diritto al Trasferimento. Con una recentissima sentenza (la n. 581/2025) il Tribunale di Milano afferma che è legittima la decisione aziendale di trasferire, presso un’altra sede, il dipendente che denunci di essere vittima di mobbing (o straining) nel luogo di lavoro. Per la sentenza, invero, un provvedimento di tal genere è mirato, in prima battuta, a risolvere una situazione di incompatibilità ambientale. Secondo il Giudice, poi, il cambio di sede appare necessario anche per preservare la salute del lavoratore, a fronte di condotte mobbizzanti che potrebbero essere pregiudizievoli per le condizioni psicofisiche dello stesso. Questo inquadramento giurisprudenziale, dunque, rientra in un pieno e doveroso adempimento normativo. Il datore di lavoro, infatti, ha l’obbligo di garantire un ambiente di lavoro sicuro e salubre, ai sensi dell’articolo 2087 del Codice Civile italiano.
È Legittimo Trasferire il Dipendente che Denuncia Mobbing? Il trasferimento di un dipendente che ha denunciato il proprio datore di lavoro per mobbing e straining è considerato legittimo se volto a tutelare la sua salute, compromessa dalle vessazioni subite. In questi casi, il cambio di sede di lavoro non rappresenta una punizione, bensì una misura di protezione per la lavoratrice o il lavoratore, finalizzata a garantire un ambiente di lavoro più sereno e a ripristinare l’efficienza operativa dell’ufficio.
Se un dipendente segnala comportamenti vessatori che incidono negativamente sulla sua integrità psico-fisica e avvia un’azione legale per porvi fine, il datore di lavoro ha la facoltà di disporre il suo trasferimento. Tale decisione si basa sulla necessità di gestire l’incompatibilità emersa a seguito delle accuse rivolte ai superiori o ai colleghi, evitando ulteriori tensioni e garantendo un clima lavorativo più equilibrato.
È importante sottolineare che il trasferimento non deve configurarsi come una misura ritorsiva nei confronti del lavoratore, ma piuttosto come una scelta organizzativa legittima per salvaguardare il benessere dell’intera struttura aziendale e ridurre i conflitti interni.
Modalità di Richiesta del Trasferimento Per ottenere il trasferimento, il lavoratore può:
- Presentare una richiesta formale all’azienda, motivando le ragioni della domanda e allegando eventuali prove del mobbing subito.
- Rivolgersi al medico del lavoro o al medico di base, che può certificare lo stato di stress correlato all’ambiente lavorativo.
- Segnalare la situazione agli organi competenti, come l’Ispettorato del Lavoro o il sindacato di riferimento.
- Ricorrere per vie legali, qualora l’azienda rifiuti di adottare provvedimenti a tutela del lavoratore.
Il Ruolo del Datore di Lavoro Il datore di lavoro, una volta ricevuta la segnalazione, è tenuto a valutare la situazione e adottare misure per eliminare il rischio di danni alla salute del dipendente. Oltre al trasferimento, può considerare altre soluzioni, come la riorganizzazione dei team di lavoro o l’adozione di misure disciplinari nei confronti degli aggressori.
Conclusione Il trasferimento del lavoratore in caso di mobbing rappresenta una possibile soluzione per tutelare la salute e la dignità della vittima. Tuttavia, è fondamentale che il lavoratore sia adeguatamente supportato da consulenti legali, sindacati e medici per dimostrare la fondatezza della propria richiesta e ottenere il giusto riconoscimento dei propri diritti.
Se ti trovi in una situazione di mobbing o di straining e hai bisogno di assistenza legale per far valere i tuoi diritti, il nostro studio legale è al tuo fianco. Grazie alla nostra esperienza in diritto del lavoro, possiamo aiutarti a ottenere giustizia e a ritrovare serenità nel tuo ambiente professionale. Contattaci per una consulenza personalizzata: proteggere i tuoi diritti è la nostra priorità.
Avv. Fabiana Saltelli