Il Cognome Materno: Un Passo Avanti per l’Identità dei Figli
La Corte d’Appello di Taranto ha riconosciuto il diritto di una bambina a portare il solo cognome materno, valorizzando l’identità del minore e superando automatismi legali. Una sentenza che rafforza la tutela dei diritti familiari. Avv. Antonia Battista
Il cognome non è solo un elemento anagrafico, ma un segno distintivo dell’identità di una persona. Lo ha confermato di recente la Corte d’Appello di Taranto, con una sentenza che ha ribadito il diritto di un minore a portare il solo cognome materno in situazioni specifiche.
La Tradizione del Cognome: Un Modello Superato?
Fino a pochi anni fa, l’attribuzione del cognome paterno era una regola quasi intoccabile, ereditata da un sistema giuridico che rifletteva una struttura familiare patriarcale. Poi, nel 2022, la Corte Costituzionale ha finalmente dichiarato illegittima l’attribuzione automatica del solo cognome del padre, stabilendo che il figlio deve ricevere i cognomi di entrambi i genitori, salvo diverso accordo.
Questa evoluzione normativa ha aperto la strada a numerosi casi giudiziari in cui si discute l’attribuzione del cognome più rappresentativo della realtà familiare del minore.
La Sentenza della Corte d’Appello di Taranto: Cosa Cambia?
Nel caso deciso dalla Corte d’Appello di Taranto, la madre ha ottenuto il diritto di trasmettere esclusivamente il proprio cognome alla figlia, perché ritenuto più idoneo a garantire la sua identità e il suo benessere.
La decisione si fonda sul principio che il cognome non è solo un segno di appartenenza a una famiglia, ma un elemento della personalità del minore. In alcuni casi, l’attribuzione del cognome paterno può risultare incongruente con la realtà affettiva e relazionale del bambino, soprattutto se il padre è assente o non ha mai svolto un ruolo significativo nella sua vita.
Verso un Nuovo Equilibrio: Il Diritto di Scegliere
Questa sentenza si inserisce in un filone giurisprudenziale che punta a superare il concetto del cognome come “marchio di famiglia” imposto in automatico. Sempre più tribunali stanno riconoscendo che la scelta del cognome deve essere basata sul reale interesse del minore e non su rigidi automatismi legali.
Per le famiglie, questo significa poter far valere il diritto di attribuire ai figli un cognome che rifletta la loro storia e il loro vissuto. Per noi avvocati, rappresenta una sfida importante nel tutelare il diritto all’identità personale e familiare con un approccio su misura per ogni caso.
Conclusione
Questa sentenza ci ricorda che il nome che portiamo è una parte essenziale di chi siamo. Il diritto di ogni figlio a essere riconosciuto nella propria identità viene prima di qualsiasi convenzione sociale. Si tratta di un altro passo nella giusta direzione, ma la strada verso una completa parità nella trasmissione del cognome è ancora lunga.
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Avv. Antonia Battista
