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Vacanze e Genitori Separati: Come Organizzarle Senza Conflitti (e Senza Ferire i Figli)

Una guida chiara per affrontare ferie, viaggi e accordi familiari dopo la separazione Quando le vacanze diventano una fonte di tensione Le vacanze dovrebbero essere un momento di serenità, un tempo prezioso da dedicare ai figli. Ma per molte famiglie separate, ogni decisione – dal calendario alla destinazione, fino alle spese – può trasformarsi in […]

Una guida chiara per affrontare ferie, viaggi e accordi familiari dopo la separazione


Quando le vacanze diventano una fonte di tensione

Le vacanze dovrebbero essere un momento di serenità, un tempo prezioso da dedicare ai figli. Ma per molte famiglie separate, ogni decisione – dal calendario alla destinazione, fino alle spese – può trasformarsi in un terreno di scontro. E spesso, in mezzo ai contrasti, ci sono i bambini, costretti a vivere situazioni che non dovrebbero riguardarli.

Se ti trovi a gestire l’organizzazione delle vacanze dopo una separazione, questo articolo ti aiuterà a orientarti tra diritti, doveri e soluzioni possibili, con un approccio pratico e rispettoso del benessere dei minori.


Cosa prevede la legge

Il principio di riferimento è quello della responsabilità genitoriale condivisa. Anche dopo la separazione, entrambi i genitori devono collaborare nelle decisioni importanti che riguardano i figli, comprese quelle relative ai periodi di vacanza.

La normativa di riferimento è l’art. 337-ter del Codice Civile, che attribuisce a entrambi i genitori il diritto e il dovere di prendersi cura dei figli e di concordare ogni scelta rilevante per la loro vita. Questo significa che nessuno dei due può decidere da solo di portare i figli in vacanza in un luogo lontano, per un periodo prolungato o in date non previste.

Quando manca l’accordo, si può ricorrere al giudice con un apposito ricorso (art. 709-ter c.p.c.), ma prima di arrivare a un contenzioso è sempre consigliabile cercare una soluzione condivisa, anche con l’aiuto di un professionista o attraverso una mediazione familiare.


Come si dividono le vacanze tra genitori separati

Nella maggior parte dei casi, l’organizzazione delle vacanze viene disciplinata nella sentenza di separazione o nell’accordo genitoriale. La prassi più diffusa prevede una suddivisione equa dei periodi di vacanza, in modo da garantire ad entrambi i genitori la possibilità di trascorrere del tempo con i figli.

Un esempio molto comune è la divisione delle ferie estive in due periodi, uno per ciascun genitore. Ad esempio: dal 1° al 15 agosto con un genitore, e dal 16 al 31 agosto con l’altro, alternando di anno in anno chi ha la prima o la seconda metà del mese.

In alternativa, i periodi possono essere ripartiti in settimane o in base alle esigenze specifiche della famiglia, tenendo conto del lavoro, della distanza geografica o delle preferenze del minore.

Durante il periodo assegnato, ciascun genitore può decidere liberamente come trascorrere le vacanze con i figli, nel rispetto delle esigenze educative e affettive. Tuttavia, è sempre opportuno comunicare con l’altro genitore, soprattutto se si prevede un soggiorno all’estero o fuori regione.

Quando manca un accordo preciso e non si riesce a trovare un’intesa, è possibile presentare un ricorso al tribunale per chiedere che sia il giudice a stabilire tempi e modalità in modo imparziale.


Viaggi e spostamenti: serve l’autorizzazione dell’altro genitore?

Molti genitori si chiedono se abbiano bisogno del consenso dell’altro per portare i figli in vacanza. La risposta dipende da vari fattori.

Se il viaggio avviene nel periodo di vacanza previsto a favore di quel genitore, e si tratta di una destinazione vicina, è sufficiente una comunicazione. Ma se il viaggio è all’estero, o si protrae per un periodo più lungo, oppure interferisce con il calendario stabilito, è necessario il consenso scritto dell’altro genitore.

In mancanza di accordo, è possibile rivolgersi al giudice per ottenere un’autorizzazione formale.


Chi paga le vacanze dei figli?

Le spese per le vacanze ordinarie sono generalmente a carico del genitore che le organizza nel proprio periodo. Tuttavia, se si tratta di spese straordinarie – come campi estivi, vacanze studio, soggiorni all’estero o pacchetti costosi – è consigliabile accordarsi preventivamente sulla ripartizione dei costi.

La regola di base è che le spese straordinarie devono essere concordate e documentate, per essere poi suddivise in base alla percentuale stabilita dalla sentenza (ad esempio 50%-50%).

In mancanza di accordo scritto, il genitore che sostiene la spesa potrebbe non ottenere il rimborso.


E se il figlio non vuole partire con l’altro genitore?

Quando un figlio manifesta il rifiuto di trascorrere le vacanze con uno dei genitori, è fondamentale affrontare la situazione con attenzione e sensibilità. Il rifiuto può essere legato a molteplici fattori: disagio emotivo, difficoltà relazionali, cambiamenti ambientali o, talvolta, condizionamenti esterni.

In questi casi è opportuno:

  • Ascoltare il minore senza minimizzare né drammatizzare
  • Evitare di forzarlo, ma anche di assecondarlo automaticamente
  • Valutare il coinvolgimento di un professionista (psicologo, mediatore)
  • Richiedere, se necessario, l’ascolto del minore in sede giudiziale

Ogni bambino ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, senza sentirsi obbligato a “scegliere” tra l’uno e l’altro.


Se non si trova un accordo: quali soluzioni?

Quando il dialogo tra i genitori è interrotto o non si riesce a trovare un’intesa, è possibile attivare strumenti legali per tutelare i diritti propri e quelli del minore:

  • Inviare comunicazioni scritte chiare e rispettose (email, PEC, messaggi tracciabili)
  • Affidarsi a un avvocato per cercare una soluzione conciliativa
  • Presentare un ricorso ex art. 709-ter c.p.c. per ottenere un provvedimento del giudice

Agire tempestivamente, con il supporto di un professionista, consente di evitare conflitti più gravi e di tutelare l’interesse superiore del figlio.


Conclusioni: le vacanze devono restare un tempo sereno, anche da separati

Ogni famiglia ha una storia diversa, ma tutte le famiglie condividono un obiettivo comune: garantire ai figli affetto, stabilità e continuità. Anche dopo la separazione, è possibile costruire un dialogo costruttivo che permetta di vivere le vacanze come un’opportunità, e non come un motivo di scontro.

Conoscere i propri diritti e doveri, affidarsi a professionisti competenti e agire sempre con rispetto e buon senso sono i primi strumenti per evitare che i conflitti si trasformino in sofferenza per i figli.


Serve supporto per organizzare le vacanze con l’altro genitore?

Se stai attraversando un momento di difficoltà o hai bisogno di chiarimenti su come gestire le ferie, i viaggi o le spese straordinarie, puoi contattarmi per una consulenza dedicata.
Ti accompagnerò con competenza, discrezione e attenzione alle esigenze della tua famiglia.